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La Psiconcologia

Con la denominazione "psiconcologia" viene individuata la disciplina che si interessa di tutti i fattori psicologici collegati con le patologie neoplastiche, rappresentando una sorta di convergenza tra medicina e psicologia.

Vengono esaminati sopratutto gli aspetti emozionali soggettivi in relazione ai sintomi oggettivi del cancro.

I temi centrali della psiconcologia sono:

  • la ricerca di eventuali ruoli dei fattori psicologici nell'eziologia delle malattie neoplastiche a fini preventivi
  • l'ipotesi di un collegamento tra fattori psicologici ed evoluzione della patologia
  • la dimostrazione di una possibile azione positiva dei fattori psicologici sulla qualità della vita dei pazienti altri fattori psicosessuali che influenzano la sfera personale dell’individuo o le dinamiche nella coppia.

L'oggetto della psicologia oncologica è pertanto fondato sulla ricerca e sull'induzione ad un maggiore confronto e collaborazione tra l'ambiente medico e quello della psicologia al fine di favorire la promozione della salute psicofisica del malato attraverso un approccio multidisciplinare. vaginismo si associa generalmente a dispareunia cioè dolore alla penetrazione. Il disturbo non va sottovalutato in quanto non solo è causa di gravi ripercussioni sulla stabilità della coppia ma anche di danni fisici in seguito al coito che esitano in un'infiammazione cronica dei tessuti.

Siti consigliati

www.psicologamilano.eu
La Dottoressa Elena Iapichino nel suo studio di Milano, ascolta i problemi delle coppie che sono ormai giunte ad un periodo di crisi, proponendo sedute di terapia di coppia. La Dottoressa Iapichino, come ampiamente segnalato sul suo sito www.psicologamilano.eu , utilizza un approccio di psicoterapia sistemico relazionale.

http://www.terapia-cognitivo-comportamentale.it/
Portale dedicato alla terapia cognitivo comportamentale, scopri tutto su questa terapia con un solo click!

La globalità dell'individuo

Il criterio principale che sottende la psiconcologia è il riferimento alla globalità dell'individuo, all'esistenza di un'influenza reciproca tra mente e corpo. In questa prospettiva, che esprime la moderna concezione sulla malattia, va interpretato non solo il cancro ma qualsiasi altra patologia.

Il modello teorico della psicologia oncologica comprende due linee di indirizzo:

  1. 1) La ricerca: che può essere basata sull'indagine sulle componenti psicosomatiche del cancro attraverso l'analisi degli effetti delle variabili " psicologiche" nello sviluppo delle neoplasie oppure all'osservazione delle reazioni psicologiche del paziente durante le varie fasi della malattia.
  2. 2) L' assistenza: che si interessa dei vari approcci ( psicoterapico, psicometrico, assistenziale) utilizzati con il paziente neoplastico per ottimizzare le risorse disponibili per fronteggiare la malattia e prevenire le conseguenze psicologiche (ansia e depressione).

La malattia neoplastica è una condizione fortemente traumatica sia per gli specifici sintomi organici che per l'impatto psicologico e sociale. Senza considerare le ripercussioni pratiche e psicologiche nella vita familiare. La psicologia oncologica è una risposta ai bisogni psicologici ed emotivi del malato e può determinare effetti significativi sull'andamento clinico e consente la presa in carico anche delle problematiche familiari collaterali.

Siti consigliati

www.psicologomilanonord.it
Nel suo studio di Milano la Dottoressa Alessandra Marelli svolge terapie di coppia o individuali. In casi particolari, mette a disposizione il suo tempo per ricevere anche a domicilio.

www.depressione-post-partum.it
Il parto è uno degli eventi più delicati nella vita di una donna: proprio la fragilità emotiva del momento può portare a diversi disturbi, come per esempio la depressione.

I disturbi alimentari negli uomini

La maggior parte delle persone che soffre di disturbi alimentari è di sesso femminile, per questo il fatto che anche gli uomini possano soffrire di questi disturbi è spesso trascurato. E’ importante riconoscere che anche gli uomini possono condividere le stesse preoccupazioni delle donne riguardo il peso e l’immagine ideale.Nonostante l’anoressia e la bulimia nervosa siano più comuni fra le donne, una sostanziale parte di persone che soffre di questi disturbi è rappresentata da uomini. Inoltre, uomini e donne sembrano avere una simile incidenza per quanto riguarda il disturbo da alimentazione incontrollata (bing-eating).L’attuale diffusione dei disturbi alimentari fra gli uomini potrebbe essere più alta di quello che emerge dalle statistiche. Ci sono diverse motivazioni per questo:I. Molti uomini posso essere riluttanti nel cercare aiuto per i loro disturbi alimentari.II. Gli uomini possono non capire quale sia il loro problema, cadendo del pregiudizio che i disturbi alimentari siano esclusivamente femminili.III. I professionisti della salute possono non riconoscere immediatamente i sintomi e quindi il problema può rimanere non trattato a lungo.IV. Gli uomini possono presentare una diversa forma di disturbo alimentare rispetto alle donne, per cui tendono a sviluppare un corpo più muscoloso piuttosto che esile.Alcuni sintomi sono comuni in entrambi i sessi, fra questi troviamo:

  • Bassa autostima.
  • Preoccupazioni riguardo il peso e la siluette.
  • Gravi complicazioni mediche.
  • Livelli ormonali più bassi (che può provocare osteoporosi o rottura di ossa)
  • Presenza di altri disturbi, come la depressione.

Nonostante ci siano diversi punti in comune, uomini e donne presentano un certo numero di differenze nel modo in cui i disordini alimentari si manifestano.Gli uomini con disturbi alimentari presentano più spesso una storia di obesità, inoltre tendono a sviluppare questi disturbi in un’età più tarda rispetto alle donne. I disturbi alimentari nel sesso maschile sono più spesso correlati alla pratica di sport, gli uomini tendono a controllare il peso attraverso l’esercizio al fine di aumentare la massa muscolare.Quindi, i disturbi alimentari non sono esclusivamente un “disturbo femminile”.Se sei un uomo che soffre di questi disturbi (o ne conosci qualcuno), è importante cercare un aiuto professionale. Parlare con il proprio medico di famiglia può essere un buon inizio.La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a modificare le convinzioni e abitudini legate al comportamento alimentare, rieducando la persona ad un’alimentazione corretta e ad una percezione realistica del proprio corpo. Molto importante è il lavoro sulle proprie emozioni perché spesso alla base dei disturbi alimentari c’è una poca consapevolezza e una scarsa capacità di gestione di emozioni spiacevoli quali tristezza, rabbia e disgusto.

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